Doctress Who?

Forse solo cinque anni fa sarebbe stato possibile arrivare a vedere un nuovo Dottore comparire sullo schermo senza sapere con mesi di anticipo che faccia avrebbe avuto, ma oggigiorno le cose non funzionano così. Annunci, teaser e leak fanno parte in modo organico delle strategie di marketing, soprattutto per quelle serie storiche e un po' in caduta che hanno bisogno di tenere viva l'attenzione. Come Doctor Who.

Le polemiche sull'invasività degli spoiler sono molto recenti, infatti basta andare al finale di stagione in cui due twist fondamentali erano stati bellamente diffusi con il mondo prima della messa in onda, e pure il piccolo cameo finale era in qualche modo arrivato al pubblico. Non stupisce quindi che, con cinque mesi di anticipo rispetto alla sua apparizione, venga rivelata l'identità del Tredicesimo Dottore. A maggior ragione se il nuovo Dottore è una donna, Jodie Whittaker.



In-universe il terreno era stato preparato già da un po'. Una volta stabilito a livello di canon che i Timelord possono cambiare sesso durante la rigenerazione, e quando anche l'arcinemico del Dottore passa da essere il Master a essere la Misstress, si capisce che lo stesso processo sta per avvenire al protagonista. Personalmente non mi aspettavo che succedesse adesso, credevo che il Tredicesimo sarebbe stato ancora maschio per poi cambiare alla prossima rigenerazione, ma qualcuno ha deciso diversamente.

Sarebbe ingenuo non considerare le ripercussioni di questa scelta, in termini di conseguenze per il futuro della serie stessa. DW ha subìto un forte e pressoché costante calo di ascolti nelle ultime stagioni, complice anche una produzione irregolare (nel 2016 non ci sono stati nuovi episodi tranne lo special natalizio) e una programmazione poco favorevole, quasi che la BBC non contasse più sulla sua serie più longeva. La stagione undici sarà di fatto un "soft reboot", con il cambio di showrunner, attore principale, comprimari e probabilmente buona parte dello staff creativo e tecnico. L'occasione era quindi quella giusta per fare questo ulteriore step. Vale a dire: proviamoci adesso, peggio di così non potrà essere.

Come era da aspettarsi c'è già chi grida allo scandalo, perché il Dottore nasce uomo e uomo deve rimanere. Poco importa che il Dottore nasce anche umano (fino alla fine del Secondo Dottore non c'era nessuna conferma che fosse alieno), poi diventa mezzo umano/mezzo Timelord (nel film in cui compare l'Ottavo Dottore), cambia nome più volte ("Who" a volte è inteso come nome a volte no), e in generale la sua storia viene retconizzata tante di quelle volte che parlare di continuity e canon per questo personaggio ha poco senso. Cioè, se tra qualche anno il Dottore sarà un cavallo, potrebbe comunque avere senso.

Ma è pur vero che una parte di pubblico, probabilmente quella più "storica", affezionata al DW classico degli anni 70-80, potrà decidere di abbandonare lo show con questa svolta. Per questi fan Doctor Who ha appena "saltato lo squalo" (jumped the shark), come si usa dire in gergo quando una serie dopo molti anni non trova più sbocchi per rinnovarsi ed è costretta a stravolgere la sua natura o diventare una parodia di se stessa (terminologia che si riferisce a un episodio di Happy Days in cui Fonzie letteralmente salta uno squalo). D'altra parte, c'è da considerare che il pubblico contemporaneo, quello a cui probabilmente punta la produzione della serie ha tutta un'altra composizione: un pubblico giovane, composto in buona parte da ragazze, che dopo aver avuto due Dottori di cui innamorarsi (Tennant e Smith) si è visto proporre come eroe un professore burbero e poco propenso alle faccette dolci. Era già nell'aria l'idea di tornare a un Dottore più accessibile a questa fetta di spettatori in allontanamento, infatti tra i nomi venuti fuori come papabili la maggior parte erano appunto ragazzotti di bella presenza (da Cumberbatch in giù). Scegliere una donna ha tradito queste aspettative, ma rimane il potenziale di riavvicinare almeno una parte di questo pubblico perduto.

Bisogna però anche ammettere che la scelta di Jodie Whittaker probabilmente non deriva da una semplice valutazione del candidato più idoneo per la parte. Lo scenario più plausibile è che la produzione abbia volutamente indirizzato la scelta su un Dottore donna, e in tal senso va considerata anche scelta "politica". Passare a una donna il ruolo che per sessant'anni è stato sempre ricoperto da un uomo ha un suo significato, e a ben vedere non è nemmeno il primo caso di personaggio maschile che cambia sesso. In tempi recenti negli albi a fumetti hanno trovato spazio dei Thor, Capitan America e Wolverine donne, per dire. DW quindi si inserisce nello stesso solco, suscitando due tipi di reazioni:
  • Accuse di pandering dai fan più oltranzisti. Questa si accumula alle ripetute accuse simili ricevute in particolare nella decima stagione, quando la nuova companion lesbica ha più volte sottolineato e mostrato il suo orientamento sessuale. Si contesta il fatto che DW cerchi l'approvazione di certi ambienti del politically correct e social justice warriors. Il che forse non è del tutto falso, ma diventa un problema solo quando viene ostentato a scapito della storia, cosa che (almeno a mio avviso) non è successa in quest'ultima stagione. Forse in questo senso è più fastidiosa la relazione omo-interpsecie tra Madave Vastra e Jenny, quella sì a volte ostentata senza una valida ragione.
  • Interesse da parte di chi aveva abbandonato o mai seguito la serie. Si vedono già fiorire decine di post su portali che con DW non hanno mai avuto a che fare, o commenti di persone che non seguono lo show da diversi anni perché (a loro dire) la serie ormai era stagnante, e Moffat è un incapace (di questo ne riparleremo, quando avrà definitivamente concluso il suo lavoro su DW). Per contro, quando quattro anni fa è stato annunciato l'arrivo di Capaldi al posto di Smith, nessuno al di fuori dei circoli già interessati a Doctor Who se ne è occupato.
Ne consegue che il guadagno netto di immagine è probabilmente favorevole per la produzione. Poi, da qui a dire che Jodie Whittaker sarà un'ottima Dottoressa (o Dottrice?) ne passa. La nuova attrice è conosciuta principalmente per il ruolo in Broadchurch, la serie diretta da Chris Chibnall che appunto prenderà le redini di DW a partire dalla prossima stagione. Non ho seguito Broadchurch quindi non saprei dare un giudizio sulla Whittaker, ma  la storia ha dimostrato che a fare la differenza, nella maggior parte dei casi, è la qualità delle storie e della narrazione, la coerenza dei personaggi e lo sviluppo del loro arco narrativo. Di questo purtroppo Capaldi ha sofferto molto, non potendo contare su un adeguato supporto da parte di autori e produzione, e dovendo spesso sostenere gli episodi soltanto sulla sua interpretazione.

È indubbio però che quando inizierà l'undicesima stagione del nuovo Doctor Who, ci troveremo davanti a qualcosa di nuovo sotto molti punti di vista. Se sarà anche migliore, non è ancora possibile saperlo.

2 commenti:

  1. Fa strano dopo averla vista in un ruolo serissimo e tristissimo come quello che aveva in Broadchurch pensarla nei panni da guascone del Dottore... per me, basta che le storie continuino ad essere valide.
    Il Moro

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    1. io non ho visto quella serie, ma può anche darsi che le costruiscano addosso un Dottore meno istrionico... anche se dopo Capaldi credo che vorrano alleggerirlo di nuovo. comunque sì, quello che cotna sono le buone storie, e quelle non dipendono dall'attore (e tanto meno dal suo sesso)

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