Rapporto letture - Dicembre 2016

Ultimo mese dell'anno, tempo di bilanci e considerazioni finali. Vogliamo fare una panoramica dei libri letti l'anno appena trascorso? No, non vogliamo. Sennò che ci stanno a fare i tag sul blog, potete leggervi apposta i rapporti letture precedenti, e gli approfondimenti che ho dedicato ai singoli titoli, laddove ho ritenuto che meritassero più spazio. Fatto questo, passiamo agli ultimi tre titoli consumati nel 2016.

Per primo, completiamo la saga arabesca di Jon Courtenay Grimwood pubblicata da Zona 42: dopo Pashazade e Effendi, la storia si chiude con Fellahin. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: Ashraf Bey con la sua volpe, intento a risolvere un crimine a cui è a sua insaputa collegato e che può riscrivere gli equilbri di potere del Nordafrica ucronico di questa serie. A tutto ciò si aggiungono personaggi di contorno vividi, flashback, rivelazioni, e una puna di romanticismo inaspettato. Quella di Raf è una storia che si ripete ma sorprende sempre, in un mondo diverso dal nostro ma in fondo familiare. Se il plot è simile per struttura ai due romanzi precedenti, la posta in gioco cambia e tra i protagonisti c'è il padre di Ashraf (ma poi lo è davvero?), l'emiro di Tunisi, vittima di ripetuti tentativi di omicidio. Se si vuole fare un appunto al libro, i flashback sulla madre di Raf non sembrano aggiungere molto alla storia, e infatti si interrompono dopo metà libro. Per il resto è confortante ritrovare gli stessi personaggi, ognuno con le sue caratteristiche (in certi casi quasi esasperate), e scoprire finalmente il segreto delle origini di Raf, praticamente insieme a lu. La storia finisce ma non in modo definitivo, per cui chissà se potremo sentire ancra parlare di Ashraf e della sua vope. Una bella conclusione per una serie appassionante ed esotica. Voto 7.5/10


Anche il secondo libro è la seconda parte di una serie, e guarda caso anche questa iniziata a leggere insieme a quella di Grimwood. Il volume 2 di Oscure Regioni completa la raccolta di racconti ispirati al folklore regionale italiano scritta da Luigi Musolino, con le dieci regioni che non rientravano nel primo volume. Racconti principalmente horror, ma anche weird e fantascienza, in cui ricorrono mostri, animali mitologici, streghe e anche alieni. Certo non tutte le leggende hanno lo stesso fascino, e i racconti ne risentono di conseguenza, ma il livello è sempre medio-alto e alcuni lavori sono delle piccole perle di tensione. Tra i migliori di questa tornata Smeraldo e La Marrocca. Forse leggendoli tutti in sequenza emerge un po' troppo lo schema ricorrente del personaggio con vita normale interrotta da un evento anomalo, ma d'altra parte per sviluppare un racconto basato su una leggenda popolare probabilmente no ci sono molte altre strade. Voto: 7.5/10


Infine si torna alla fantascienza quella più ordinaria, con l'ultimo numero di Robot (o almeno l'ultimo che ho io, forse ne è uscito un altro nel frattempo). In questo numero sono rimasto sorpreso da un paio di racconti di buon livello, peraltro di autori "giovani": I corridori di Lorenzo Crescentini e Le piantagioni di Luigi Casili. Buono anche l'ultimo di Mike Resnick, simpatica la variazione sul tema Sherlock Holmes di Susanna Raule. Nostra signora della strada, vincitore del Nebula 2015, mi è parso invece piuttosto noioso e senza un vero nucleo speculativo. Nella media comunque un numero di qualità superiore alla media, che contiene anche un paio di articoli interessanti. Dopodiché ho iniziato a leggere Embassytown e e le cose si sono complicate, ma di questo parleremo il mese prossimo.

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